IL SORRISO DI DAPHNE

La solitudine ci attanaglia. Qualsiasi essere vivente prima o poi,in misura superficiale o più profonda,la sperimenta. E la risolve a modo suo.
La P(p)assione ci tende una formidabile mano a cui appoggiarci,ed attraverso la quale ri-creare lo strazio di quella solitudine non cercata ma subita.
L’essere fortemente attaccati a qualcosa che prende e forma la nostra personalità rappresenta un tesoro inestimabile ed un elisir di lunga vita.
Il protagonista di Il sorriso di Daphne ama visceralmente gli esseri vegetali,e ne ha fatto la sua Passione di vita. L’essere un botanico lo compensa dell’apparente inevitabile incapacità e/o impossibilità di essere uomo amante ed amato in rapporto con un essere vivente della sua specie,un umano,ed una donna nella fattispecie.
“Subisce” la tenerezza vociante della sorella,con un dialogare intriso del sarcasmo continuo di chi fugge dall’intimità.
La pianta da lui scoperta e mai portata alla pubblica luce diventa la sua compagna,ed il suo silenzio un linguaggio da amare. La giovane donna che avrebbe potuto e voluto dargli l’amore gli darà,dietro sua richiesta,la morte sospirata dopo una lunga malattia degenerativa: unico estremo atto d’amore possibile per un uomo che si è scelto la sua vita scegliendo di fare scelte solitarie.
Il testo, scritto dallo stesso attore protagonista, si beve e scorre in gola, grazie anche alla fluidità attoriale degli attori (in particolare Vittorio Franceschi e Laura Curino, mentre Laura Gambarin appare a volte un po’ cantilenante e forzata).
Dialoghi che alternano briosità e profondità emotiva,e non risultano mai eccessivi.
Ma alla fine ci si chiede: a volte le parole non sono troppe? Non ne basterebbero di meno? In teatro una singola parola può assumere una valenza simbolica di profondità inaspettate …
(Gaia Gulizia)
Giudizio: ***
NUOVA SCENA – ARENA DEL SOLE – TEATRO STABILE DI BOLOGNA
Presentano:
Il sorriso di Daphne
Due tempi di Vittorio Franceschi (editi da Ubulibri)
Premio “Enrico Maria Salerno” 2004, Premio “ETI
Gli Olimpici del Teatro” 2006
Premio UBU “Nuovo testo italiano” 2006
Con Vittorio Franceschi, Laura Curino, Laura Gambarinù
Regia di Alessandro D’Alatri
Musiche Germano Mazzocchetti
Scene: Matteo Soltanto
Costumi: Carolina Olcese
Luci: Paolo Mazzi
Suono: Federica Giuliano
Milano, Teatro Leonardo, p.za Leonardo da Vinci
Dal 9 al 21 ottobre 2007


