IL ROMANZO DELLA GUERRA DEI CLONI

A prescindere dai sondaggi, di cui mi fiderei sempre meno, l’interrogativo è sempre quello: ma oggi chi legge? E a dispetto dei tanti, e troppi luoghi comuni, sembrerebbe che tra i giovani, e giovanissimi, ci sia una propensione alla lettura neanche tanto paradossalmente superiore agli adulti. Sottolineo che, dalla saga di “Harry Potter” al neonato “Twilight”, fino all’opera della nostrana Lucia Troisi, con le “Cronache del mondo emerso” e successivi, è ormai piuttosto difficile confutare il contrario.
Il libro in questione è la trasformazione del film “La guerra dei cloni” in romanzo, quella che gli anglosassoni chiamano novelization, in questo caso specifico teen novelization, essendo rivolta a un pubblico più giovane, di teenager, appunto. E la storia in questione è quella del giovane Jedi, Anakin Skywalker, inizialmente alle prese con il suo ex maestro Obi-Wan Kenobi e poi con una giovane apprendista, Ahsoka Tano, impegnato in una missione piuttosto discutibile ma la cui riuscita potrebbe determinare una svolta nella guerra galattica tra Repubblica, di cui i nostri fanno parte, contro Separatisti.
Come detto i riferimenti a una realtà più giovanile sono evidenti, non a caso Ahsoka è adolescente, con tutti i pregi e difetti che quell’età comporta, e dallo stile abbastanza orientale, per non dire nipponico, ricordando che ormai, nella maggior parte del mondo, come in Italia, dai 30 anni in giù il fumetto di formazione tipo è proprio il Manga originario del Sol Levante (alla faccia di chi ottusamente si ostina ancora ad affermare il contrario).
Le situazioni sono più o meno quelle che caratterizzano la nuova trilogia (cronologicamente precedente alla prima, ndr), con una collocazione temporale tra “L’attacco dei cloni” e “La vendetta dei Sith”. Scontri tra spade laser si alternano ad assalti e fughe, e qualche siparietto umoristico, nelle quali anche l’esercito repubblicano composto dei cloni, da cui il titolo, operano da truppa sacrificabile. Ancora una volta malgrado il ruolo eroico di chi combatte, si coglie sempre una punta di critica alla guerra in sé come strumento per dirimere controversie. D’altro canto proprio Lucas, creatore della saga, è stato pesantemente criticato dai “falchi” dell’amministratore americana uscente di Bush Jr. per essersi permesso di fornire al suo racconto (“proprio “La vendetta dei Sith”, ndr) una prospettiva in cui il bene, come il male, non stanno necessariamente solo da una parte.
Il taglio del romanzo, decisamente serrato, si accompagna a una prosa dallo stile abbastanza asciutto e veloce, senza per questo tralasciare le riflessioni e i pensieri dei vari protagonisti. Le sfumature che emergono conferiscono ai personaggi, anche minori, qualche altro spunto per meglio comprenderli, senza per questo travisarne la natura, che già conosciamo attraverso le pellicole. D’altronde la Traviss è una maestra in questo genere di letteratura, anche oer quel valore aggiunto di grazia che la contraddistingue.
La sua lunghezza, oltre le trecento pagine, fa si che chi si cimenta nella sua lettura deve disporre almeno di un po’ di voglia, e, perché no, anche di abitudine a leggere.
Almeno in questo caso i detrattori di sempre non potranno sostenere che gli effetti speciali o le animazioni reggono il resto.
(Alex Miozzi)
Karen Traviss – La guerra dei cloni – Piemme - € 18,00


