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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

IL NUOVO REALISMO DI SCENA AL PAC DI MILANO

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“Le Noveau Realisme” oggi potrebbe dire poco, in special modo ai più giovani. Nato nel 1960 a Parigi per iniziativa del critico d’arte e intellettuale francese Pierre Restany, ma diffusosi subito dopo proprio a Milano, questa corrente riunì sotto il suo nome artisti ancora oggi abbastanza in voga, da Christo, conosciuto ai più come l’imballatore di monumenti, al connazionale Mimmo Rotella. Per l’occasione le opere degli epigoni di questa scuola, ufficialmente “sciolta” nel 1970, sono in questo periodo in mostra al Padiglione d’Arte Contemporanea fino al 1° febbraio 2009.

Dalle opere meccaniche, sicuramente più scherzose, di Jean Tinguely ai rilievi grotteschi di Niki de Saint Phalle, dagli strumenti musicali sezionati di Arman ai lavori decisamente più cupi di Raymond Hains, un buon campionario di opere dagli stili tra loro davvero eterogenei, ma intimamente legati da un discorso culturale comune che va a costruirsi attraverso precisi elementi.

Da una parte l’idea di movimento, ed evoluzione, con un netto rifiuto dell’arte del passato, anche quello a loro prossimo, sia nel campo della pittura che in quello della scultura. Una destrutturazione formale che arriva da una parte addirittura a farsi demolizione, per poi giungere a una ricomposizione che non per questo segue linee classiche, o anche solo coerenti. Nell’altra opzione invece, da Hains a Christo e, il passaggio successivo diviene contenimento e catalogazione, mentre nel terzo caso, quello di Daniel Spoerri, il cui l’itinerario artistico abbraccia contemporaneamente entrambe le strade, con la ricomposizione antiformale è grezza, ma spesso ingabbiata.

Un mondo intero, quello visto da loro, inteso come un quadro, in cui tutto diventa opera d’arte agli occhi dell’artista, che si incarica di rielaborarlo più o meno come crede. Un’entropia logica associata a un horror vacui, e in alcuni casi anche a una pulsione mortale decisamente inquietante, che vanno a rompere i già pochi schemi rimasti in ambito artistico ed estetico. Paragonabile a una gran festa organizzata sul ponte del transatlantico che sta per affondare, emerge un pensiero un po’ narcisista che, senza troppo nasconderlo, indicava che dopo di loro non sarebbe restato che il nulla.

Da un ottica contemporanea, un interessante tuffo nel passato, considerato che il PAC stesso si presta bene a questo stile artistico grazie anche alla sua essenza di contenitore, leggi scatolone, parecchio malriuscito. Da un’altra prospettiva una lezione di storia dell’arte di un momento storico artistico, utile da apprendere, ma che forse, a conti fatti, alla lunga è riuscito a rappresentare solo sé stesso.

Ad ogni modo un’idea di arte, seppur vista con gli occhi di oggi non così rivoluzionaria, che rivive attraverso un percorso di  lavori originali con dietro un’idea che almeno esclude quello che non si voleva più creare, a differenza di oggi in cui sembra essere difficile comprendere persino questo.

 

(Alex Miozzi)

 

 

IL NOUVEAU RÉALISME DAL 1970 AD OGGI

Omaggio a Pierre Restany

 

Milano, Padiglione d’Arte Contemporanea, via Palestro 14

Dal 7 novembre 2008 al 1° febbraio 2009

www.comune.milano.it/pac

 

 

 

 

 

Foto in alto: Jean Tinguely, Dernière collaboration avec Yves Klein, 1988

© Studio De Angelis

 

 

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