IL MISANTROPO

Molière scrisse Le Misanthrope nel 1666, quando in Francia cominciava ad affermarsi una borghesia mercantile e il bon ton imperversava nei salotti “bene” quale tessuto connettivo ammantato d’ipocrisia tra nuovi ricchi e nobiltà di sempre. Il protagonista è Alceste, un giovane che non ama i sotterfugi e le ambiguità di costume e che ha il “difetto” di dire sempre e unicamente la verità, contrapponendosi in questo all’amico Philinte, il suo antitetico “doppio”. Giudicato pessimo un sonetto di Oronte, una frequentazione di Philinte, subisce ingiustamente una condanna per vilipendio. A quel punto decide di ritirarsi dalla società e chiede a Célimène, una giovane ragazza civettuola di cui è innamorato, di seguirlo. Al suo rifiuto, si ritira in esilio.
Originariamente di cinque atti in versi, il capolavoro segna una “svolta” nel percorso dell’autore, al punto di essere a metà tra la commedia e il dramma.
Gabriele Russo, come Molière, interpreta direttamente Alceste, in un’ora di spettacolo e ambientando la vicenda nella realtà contemporanea dei locali fashion, tipico dei “discotecari” d’eccellenza, in una fantomatica città che potrebbe spaziare da Roma a Parigi, da Milano a New York.
In chiusura della stagione teatrale della Sala Fontana, una pièce ben confezionata, che fa riflettere sui possibili ricorsi storici, ad ennesima dimostrazione del fil rouge esistente tra prima modernità europea - in cui spiccano, oltre a Moliére, Marlowe, Shakespeare e Goldoni - e la società contemporanea.
(Claudio Elli)
Giudizio: ***
POLITEAMA MANCINI
Il Misantropo di Molière
Con Gabriele Russo, Angela de Matteo, Carmen Pommella, Michele Danubio, Antonio D'Avino, Marco Rescigno, Pino L'Abbate, Benedetta Bottino, Andrea Manferlotti
Regia di Gabriele Russo
Scene: Roberto Crea
Costumi: Livia Fulvio
Musiche: Paolo Coletta
Milano, Elsinor Sala Fontana, via Boltraffio 21
Dal 10 al 20 aprile 2008
In alto: foto di scena © Massimiliano Pappa
© Ufficio Stampa Elsinor Milano


