IL GIARDINO DEI CILIEGI al Teatro Arsenale

Il giardino dei ciliegi è il luogo della memoria, il non luogo dove Ljubov Andreevna e la sua famiglia si rifugiano, per aggrapparsi a una vita di agi nobiliari che non c’è più, dove l’ex servo della gleba, ora ricco mercante Lopachin pensa di iniziare un’attività immobiliare, mentre per l’intellettuale (a dir il vero eterno studente) Trofimov, è il simbolo del passaggio a una nuova società (siamo in piena transizione crisi dello zarismo).
Insomma il bianco giardino dei ciliegi, deliziosamente rappresentato nella versione messa in scena all’Arsenale con tende d’organza, creando così una scenografia dal respiro leggero, è per tutti un simbolo, del proprio ideale di vita, ma molto prosaicamente anche un elemento materiale la cui vendita implica il tracollo economico per alcuni e l’avanzamento nella gerarchia sociale per altri. I sentimenti e sentimentalismi di Ljuba (non sarà un caso che Ljubov’ è l’amore in russo) sono messi a dura prova dalla concretezza a volte farsesca di Lopachin, che fra l’altro potrebbe esserle d’aiuto, desiderando egli sposarne la figlia, Varja, da sempre economa e responsabile della tenuta familiare.
Un intreccio di moti dell’animo e della ragione, anche quella più venale, osservata dall’occhio naturalista di Cechov attuale nel 1904, anno del suo debutto, come oggi. Un’opera che potrebbe essere drammatica, come nella cifra che il grande Stanislavskij, suo primo regista le diede, ma che ritrova con successo nella rappresentazione di Comteatro la vena Cechoviana che l’aveva concepita come commedia.
(Alessandra Antiga)
Giudizio: ***
COMTEATRO presenta:
Il giardino dei ciliegi di Anton Chechov
Con Giulia Bacchetta, Carola Boschetti, Monica Barbato, Claudio Orlandini, Luca Chieregato, Marzio Paioni
Regia di Claudio Orlandini
Scenografie e costumi Anna Colombo
Trucco: Beatrice Cammarrata
Musiche originali: Gipo Gurrado
Luci: Fausto Bovini
Milano, Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11
Dal 13 al 24 marzo 2009
In alto: foto di scena © Roberto Rognoni


