IL GATTO IN TASCA

Ma come, il solito Feydeau?... Com’è il solito Feydeau? Al solito: divertente, buffo, paradossale; prevedibile nei suoi imprevedibili paradossi; e, nonostante il titolo”Il gatto in tasca”, ( nella lingua francese “chat en poche”) che nella nostra lingua sta per: “a scatola chiusa” o giù di lì, possiamo correre il rischio di acquistare una scatola di risate.
L’acquisto a “scatola chiusa” è quello di un giovane donnaiolo da parte del signor Pocarel, che lo crede un tenore e che lo ospita a casa sua , progettando un affare con l’Opéra; e alla fine sarà gabbato e il giovane si fidanzerà con la figlia.
Una serie ininterrotta di divertenti equivoci a costellare la vicenda.
Infatti: un nome, una garanzia: di Feydeau già si è detto tutto: impeccabile nella costruzione dei suoi congegni comici, pungente nella satira dei costumi, serrati ritmo e batti – becchi.
Un cast ben azzeccato che “azzecca” tutte le battute; scena fissa (ma chi se ne cura…è già di per sé movimentata); costumi gai e colorati, quasi pennellate di buon umore; regia puntuale che rispetta tempi, modi e stile della Grande Farsa.
Un “teatro” che sta nel “classico” mondo del teatro, ci è concesso dire: senza spiacevoli sorprese, né sorprese.
(Paola Raimondi)
Giudizio: **
LA CONTRADA – TEATRO STABILE DI TRIESTE
ANTONIO SALINES
Il gatto in tasca di Georges Feydeau
Libera elaborazione di Roberto Lerici
Con la partecipazione di Giorgia Trasselli e Luca Sandri
e con Francesca Bianco, Gianfranco Saletta, Marzia Postogna, Gualtiero Giorgini, Massimiliano Borghesi
Regia Francesco Macedonio
Scene e costumi: Andrea Stanisci
Musiche: Massimiliano Forza
Milano, Teatro Carcano
Da mercoledì 12 a domenica 23 dicembre 2007
In alto: foto di scena © Teatro Carcano Milano


