IL DIVO GARRY

Attorno a un divo che si rispetti, ruota tutta una coorte di amici amanti collaboratori servitori fans; e chi più ne ha più ne metta.
E un divo che si rispetti possiede possibilmente, probabilmente, improrogabilmente tutte le “qualità” di un divo: fatuità, vanità, ambizione, seduttività, egocentrismo, possessività; e tutti gli altri attributi che attribuiamo a un divo: popolarità, successo, bella presenza e quella speciale aura che ci fa tifare per lui.
Il divo Garry, della commedia omonima, è la perfetta incarnazione del modello, ma altro ancora: poiché ci sta a svelare, che sotto il cerume e i trucchi della scena, l’umana fragilità appartiene anche a lui; ed è con disperata rassegnata impotenza (e senza riuscirci poi del tutto) che tenta in maniera ostinata e maldestra , a volte petulante, a volte con capriccio infantile, a provarlo ai comuni mortali.
Ma questi comuni mortali sono troppo indaffarati a giocare con doppio gioco, doppi sensi, manovre senza fine…
Infine finiamo per tifare per lui: non per il divo, ma per l’uomo, all’anagrafe Garry Essendine, di mezza età: con il vezzo di ravviarsi i capelli, e il terrore di stempiarsi; e le ultime conquiste amorose, quasi prove di virilità; e le vestaglie che indossa…
Appunto: le vestaglie! Pare che ne abbia diciotto: sono setose, fruscianti, preziose: una coperta di Linus in cui difendersi; uno status symbol, in cui pararsi…
La commedia, scritta nel 1939 da Noel Coward delinea un mondo a lui vicino; ed è una sorta di autobiografia, essendo egli stesso attore di teatro e di cinema (oltre che compositore, cantante, romanziere)… Una personalità poliedrica e forse sottovalutata oggi, ma di grande successo al suo tempo.
In questa rappresentazione, con la regia di Francesco Macedonio, la “divinità” del protagonista è un poco edulcorata; la sferza della satira è addomesticata e i personaggi che ruotano attorno a lui acquistano mansuetudine; ma, soprattutto, questo “re sole”fa tenerezza e simpatia: è un divo Garry più terreno del previsto. In definitiva, lo spettacolo perde mordente…
(Paola Raimondi)
Giudizio: **
LA CONTRADA TEATRO STABILE DI TRIESTE
presenta:
Il Divo Garry di Noel Coward
Traduzione di Masolino D’Amico.
Con Gianfranco Jannuzzo, la partecipazione di Daniela Poggi e con Giovanni Boni, Paola Bonesi, Maria Serena Ciano, Davide Calabrese, Adriano Girali, Alberta Izzo, Mirko Soldano e Danila Stalteri
Regia di Francesco Macedonio
Scenografie: Andrea Svanisci
Costumi: Fabio Bergamo
Musiche. Massimiliano Forza
Disegno luci: Andrea Valentini
Milano, Teatro Manzoni
Dal 5 febbraio al 2 marzo 2008
In alto: foto di scena © Ufficio Stampa Teatro Manzoni


