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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

I PADRONI DELLE CITTA' NELL'ITALIA DI OGGI

 

 

Quando si parla del nostro Bel Paese, rispetto ad altre nazioni quali Francia, Inghilterra o Spagna, si deve tenere contro di un aspetto in più. Infatti, prima dell’italiano viene il cittadino, un po’ come al tempo dei Comuni Italiani dell’epoca di Dante. Quindi anteposta alla nostra identità nazionale c’è prima l’essere milanese, napoletano, bolognese, torinese, romano, e via così. Da queste premesse Curzio Maltese, editorialista de “La Repubblica”, ci racconta l’Italia, reale e ideale, grazie a tre viaggi compiuti a distanza di vent’anni l’uno dall’altro, e chi la governa, e in alcuni casi la tiranneggia e la rovina.

Una politica, locale e nazionale, spesso totalmente slegata al mondo reale, e un’imprenditoria, quella vera e non propagandistica, i cui rappresentanti possiedono certamente idee politiche, e in alcuni casi anche partitiche, spesso palesemente manifestate. Malgrado questo, sembrano entrambe ignorarsi reciprocamente, la prima a causa di un miope provincialismo di comodo (vedi “La casta”, di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Rizzoli) che scade nell’anacronismo meno recuperabile, mentre la seconda perché i teatri del confronto non sono più nelle nostre storiche piazze mercato bensì troppo spesso all’estero. A questi due attori aggiungiamo altri due poteri, quello temporale ecclesiastico da noi ancora piuttosto forte, e quello oscuro della malavita organizzata, non confinato soltanto nelle province più lontane ma ramificato ormai anche nei gangli della finanza, oltre che della politica.

Quello che emerge, documentato sempre in maniera dettagliata, è un territorio multiforme e mutaforma, in cui la distanza tra Marche e Calabria non è soltanto stradale (anche perché quella ferroviaria è del tutto improponibile, ndr) e il made in Italy, rinomato soprattutto all’estero, in molti casi sembra essere il prodotto più dell’iniziativa personale, e forse addirittura del caso, in special modo in una città di punta come Milano (residenza di chi scrive, ndr).

Il pessimismo della ragione e l’ottimismo della passione, acutamente bilanciati tra loro, si alternano in questo intelligente giro d’Italia. La vergogna, ma anche l’orgoglio, a seconda dei luoghi e degli aspetti trattati, emergono in un ritratto che non azzarda previsioni, ma che saggiamente fotografa, e talvolta suggerisce, una realtà in costante e inarrestabile evoluzione.

In conclusione, per chi vuole capire un po’ di più di quest’Italia con un passato storico, remoto e prossimo, alle volte eccessivamente pesante, forse per questo mai abbastanza studiato, e un futuro suscettibile di eccessive variabili, filtrato dalla lente di un cronista anche un po’ sociologo.

 

(Alex Miozzi)

 

 

Curzio Maltese, I padroni delle città, Serie Bianca Feltrinelli, ¤ 14,00


 

 

 

Foto in alto: Curzio Maltese

 

 

 

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