FUMETTO AL LIBERO

In pochi si chiedono che rapporto esista fra i vari ambiti del pensiero creativo. In questo senso un piccolo contributo è stato proposto nel pomeriggio di sabato 22 maggio presso il Teatro Libero di via Savona e la Scuola del Fumetto (vicini di casa nella medesima via, ndr). Per dovere di cronaca è da segnalare che alle pareti della sala erano esposte le eccellenti tavole del "Cyrano", realizzato da Cristina Mormile, ex allieva della scuola, in occasione dello spettacolo dedicato al personaggio creato da Edmond Rostand.
Tornando all'incontro, relatrice e moderatrice è stata Elena Accenti, insegnante di sceneggiatura dell'istituto fumettistico e da un po' di tempo attiva anche in ambito teatrale. La parola è andata per primo al responsabile del progetto in corso d'opera al Libero, una trasposizione sul palcoscenico dell'opera dell'indimenticato fumettista Paz (Andrea Pazienza, ndr) scomparso per overdose alla fine degli anni '80. Un parallelo a tutto tondo fra testo e vissuto, non lontano dall'opera di Antonin Artaud, e vicino al lavoro di Paz.
La Accenti ha diversamente illustrato il proprio pensiero partendo dalla sua recente esperienza teatrale fino al senso del lavoro di chi fa fumetti. Dalle sue parole una mancanza dei fumettisti di oggi è la paura di darsi, cosa che Paz non aveva assolutamente, e la volontà di superare i propri limiti. Per lei l'unico antidoto è buttarsi nel proprio lavoro e confrontarsi anche con il mondo, in una realtà che non ha più nulla da perdere, e da cui può solo nascere qualcosa, contro l'attuale opinionismo per cui tutti sono esperti di tutto.
Più ottimista sono state le considerazioni di Michele Ginevra, che ha evidenziato l'esistenza di una fascia minore di mercato nella quale opere come "Chernobyl" dell'editrice Becco Giallo stanno riscuotendo successo, e rilanciando un certo tipo di fumetto con tematiche di tipo anche sociale.
Di gran lunga più realista, e pessimista, Beppe Calzolari, storico cartoonist, che ha sottolineato il divario tra il fumetto nostrano degli anni '80, che oltre ad avere scoperto Paz ha anche fatto conoscere Lorenzo Mattotti, Igort, Liberatore e Ghini, e quello di oggi, ragionevolmente apostrofato come paludoso. Rispetto alla Francia che vende annualmente sui 33 milioni di fumetti l'anno, circa, da noi la stessa concezione fumettistica sembra essere il suo stesso male. Inoltre manca la continuità nelle iniziative, che nascono e muoiono in continuazione.
L'opinione generale emersa dai giovani intervenuti, allievi della scuola e partecipanti alla "24 Ore del Fumetto", è che provare e provarsi è un modo per crescere, ma che se poi i lavori restano nei cassetti o, peggio, non sono nemmeno presi in considerazione, perché aprioristicamente non ritenuti conformi ai gusti del mercato, prima o poi la voglia passa.
Ritengo sconcertante che dai professionisti affermati fino agli allievi, si accetti passivamente che la maggioranza di chi opera in quest'ambito lo fa per molto poco, o addirittura per niente. La sconfitta morale è di tutti se la stragrande maggioranza degli studenti delle scuole di fumetto, terminati gli studi, ingrassa le file dei non occupati. Se la retribuzione non deve, ne può, essere il metro di ogni attività, c'è da chiedersi se fare fumetti sia ancora un lavoro, o cos'altro.
(Alex Miozzi)
Fumetto al Libero
Milano, Teatro Libero, via Savona 10
Conferenza di sabato 27 maggio 2006
http://www.teatripossibili.it/
(Nella foto in alto: Antonin Artaud)
Per Alex Miozzi
Prima di tutto grazie per aver partecipato alla conferenza e per aver volto lo sguardo verso questa iniziativa non comune che vede il fumetto e il teatro camminare assieme tenendosi per mano.
Comunque non sono pessimista, al contrario, non vorrei che tu abbia scambiato il mio dibattere così guerrigliero in pessimismo. Spero che anche altri possano volgere lo sguardo a un fumetto diverso da quello che il pubblico è abituato a vedere.
Per quanto riguarda il primo libro teatrale: il "Cirano" edito da Scuola Del Fumetto e Teatri Possibili aggiungo più info:
Storia e Storyboards: Elena Accenti Matite: Cristina Mormile Colori: Cristian Neri
Il prossimo appuntamento sarà per novembre 2006 con il "Caligola" che vede come matita al posto della bravissima Cristina un altrettanto bravo Antonio Campo ai colori e storia rimaniamo io e il Neri
Ogni tanto passa su www.plastilina.com così mi terrai d'occhio !
Grazie ancora
Elena Accenti


