FAUST DI MARLOWE ALL'ARSENALE

Nel suggestivo e magico Teatro Arsenale all’improvviso si spengono le luci, il pubblico tace e trattiene il respiro durante alcuni attimi di silenzio inquietante … ed ecco apparire sulla scena la maschera pallida e tormentata del geniale Dottor Faust. La vicenda, raccontata per la prima volta da Christopher Marlowe (Canterbury 1564 – 1563) nel 1587 e ispirata ad un personaggio reale, è ben nota: Faust è colui che vende l’anima al diavolo in cambio di conoscenza e di potere e che deve pagare con la dannazione eterna il suo breve trionfo terreno. In realtà il personaggio di Faust, che rispecchia tra l’altro in pieno la personalità dell’autore, è semplicemente un uomo di cultura profondamente insoddisfatto dei limiti del sapere (accademico e negromantico) del suo tempo, posseduto da una sete inestinguibile di conoscenza e da un intenso desiderio di sperimentare la vita in tutti i suoi aspetti. Ma l’euforia iniziale di Faust cede inesorabilmente il passo, all’avvicinarsi della scadenza del patto con Lucifero, alla crescente consapevolezza dell’abisso che separa l’utopia dalla realtà, l’aspirazione all’assoluto (nel sapere e nell’arte) dalla limitatezza dell’essere umano, il desiderio d’immortalità dalla coscienza dell’inevitabilità della morte. Ed è questa consapevolezza a renderlo un eroe tragico, il simbolo dell’ “Uomo” in quanto tale, delle sue illusioni e dei suoi errori, indipendentemente dall’epoca in cui vive.
Meritevole di plauso è lo sforzo che il regista Andrea Maria Brunetti ha compiuto per reinterpretare e semplificare il testo di Marlowe, con lo scopo precipuo di renderlo maggiormente fruibile e più vicino alla sensibilità del pubblico di oggi. In particolare, Brunetti ha mantenuto la presenza di personaggi e situazioni grotteschi e dissacranti, atti a spezzare in alcuni momenti la crescente tensione tragica della rappresentazione, attualizzandoli con riferimenti contemporanei
e ammiccamenti al cabaret dialettale, alcune volte eccessivi.
Il coinvolgimento emotivo del pubblico, fisicamente molto vicino alla scena e agli attori che si mescolano ad esso e lo rendono partecipe (come nel primo teatro elisabettiano), è molto forte e ulteriormente accentuato da un’atmosfera suggestiva creata grazie alla musica suonata dal vivo, alla scenografia essenziale ma efficace e all’uso sapiente delle luci.
Di ottimo livello l’interpretazione dei personaggi (in particolare Faust e Mefistofele) e il ritmo recitativo.
(Chiara Zazzetta)
Giudizio: ***
JOLLY ROGER
TEATRO ARSENALE
Presentano:
Faust di Christopher Marlowe
Con Fabio Banfo, Andrea Dezi, Paolo Andreoni, Davide Stecconi, Roberto Testa e Anastasia Zagorskaya
Regia di Andrea Maria Brunetti
Milano, Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11
Dal 2 al 20 aprile 2008
In alto: foto di scena © Ufficio Stampa Teatro Arsenale


