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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

FAHRENHEIT 451

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Chissà se gli adolescenti che affollavano il teatro Strehler di Milano lo scorso 24 gennaio si sono commossi di fronte all’amore per i libri andato in scena quella sera e all’udire che ‘’i libri profumano’’ … e se si saranno commossi, questa sensazione li farà pensare?

In una società quasi dittatoriale di un indefinito futuro, in cui possedere e soprattutto leggere libri è reato e i vigili del fuoco son diventati un corpo di incendiari, con il compito di individuare e distruggere le biblioteche private, (quelle pubbliche certo non esistono), i libri ‘’profumano’’…Sì è l’odore ineffabile della libertà di pensiero, di decisione, dello scambio di idee, che nemmeno noi sappiamo apprezzare e che riusciamo a soffocare con il martellamento mediatico di programmi spesso senza succo, come quelli trasmessi sulle ‘’pareti schermo’’ di questo mondo futuro, molto simili ai nostri reality show. Questo odore, questo sentimento per i libri sono magistralmente evocati nella piece che Ray Bradbury (1920), autore del romanzo omonimo, scrisse nel 1979. La messa in scena è di Luca Ronconi in un contrasto di fredde scenografie  - che ricreano una città futura tutta tecnologia e costruzioni metalliche – ed estremamente caldi e umani personaggi che passano da esseri vuoti, quasi automi, a uomini che riscoprono la propria anima. Alessandro Benvenuti è uno stupendo Beatty, comandante dei vigili del fuoco e sovversivo, infatti colleziona libri dietro un alibi: non li legge. Beatty ha un discepolo: Montag, (Fausto Russo Alesi) suo sottoposto, nel quale il dubbio sulla bellezza dei libri è già stato insinuato da Clarisse, (Elisabetta Pozzi, che vediamo anche nei panni dello zio Faber – bravissima!), ragazza ‘’indipendente’’ da sempre. Il risveglio di Montag è lento, ma inesorabile è un percorso di crescita che viene coronato da un cammino reale: la fuga dalla società che distrugge i libri, verso quel luogo segreto dove gli uomini che li imparano a memoria si rifugiano e vivono nascosti, tramandandosi la cultura … in fine dei conti Mikhail Bulgakov (1891-1940) un trentennio prima, nel pieno della dittatura sovietica, nel suo capolavoro ‘’Il Maestro e Margherita’’ scriveva che i manoscritti non bruciano mai …

 

(Alessandra Antiga)

 

 

Giudizio: ***

 

 

 

 

Una coproduzione

TEATRO STABILE DI TORINO

PICCOLO TEATRO DI MILANO

TEATRO DI ROMA

TEATRO BIONDO STABILE DI PALERMO


Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
Versione teatrale tradotta da Monica Capuani e Daniele D’Angelo
Un progetto di Luca Ronconi ed Elisabetta Pozzi

 

Con (in ordine di locandina): Fausto Russo Alesi, Stefano Alessandroni, Davide Lorino, Alessandro Benvenuti, Elisabetta Pozzi, Michele Maccagno, Andrea Simonetti, Melania Giglio, Maria Grazia Mandruzzato, Mariangela Granelli, Carlotta Viscovo, Andrea Simonetti
E con: Ivan Alovisio, Paolo Paolini, Riccardo Ripani, Marco Roncoroni, Giuseppe Sartori
Antonio Acquaviva, Lucia Bianchi, Maria Bongiorno, Arturo Caccavale, Luigi Carobene, Angelo De Maco, Nicola De Santis, Clementina Franchi, Gilberto Melonari, Giovanna Nicoletti, Piera Maria Pogliani, Pietrina Stridi

Regia Luca Ronconi
Scene Tiziano Santi, costumi Gianluca Sbicca, Simone Valsecchi
Suono: Daniele D'Angelo

Luci: Sergio Rossi

 

Milano, Teatro Strehler

dal 13 gennaio 2008 al 10 febbraio 2008

www.piccoloteatro.org

 

 

 

In alto: foto di scena  © Piccolo Teatro Europa

 

 


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