DON GIOVANNI

Che cosa trasforma il moliniano Burlador de Sevilla nel personaggio più celebrato di Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière? A cosa è dovuta effettivamente la sua fama e popolarità?
Forse al fatto di giocare una fascinazione “elementale” nei confronti della donna, di essere una forma archetipa presente in ogni uomo, di rappresentare la tentazione dietro l’angolo oscuro del nostro ego. E la versione di Fabio Banfo, che si avvale di una felice contaminazione tra la commedia di Molière e il “dissoluto punito” di Mozart con qualche inserimento postmoderno e attualizazione, mantiene il succo alchemico del personaggio in una sorta di concentrato su dissoluzione e attrazione estrema. Unica nota dolente della pièce, l’invecchiamento del padre di Don Juan, che avrebbe dovuto invece mantenere tutta la forza surreale della giovanile interpretazione.
Ottimi comunque nel complesso allestimento, regia e cast, con particolare plauso a Giorgio Branca nel ruolo di Sganarello.
(Claudio Elli)
Giudizio: ***
COMPAGNIA DELLA CORTE
Don Giovanni di Molière
Adattamento e regia di Fabio Banfo
Con Paolo Androni, Giorgio Branca, Cecilia Broggini, Ancilla Oggioni, Francesca Radaelli, Luca Maceri, Filippo Usellini
Musiche originali: Luca Mauceri
Interventi drammaturgici: Vittorio Renuzzi
Milano, Teatro Olmetto, via Olmetto 8/a
Dal 21 febbraio al 2 marzo 2008
In alto: Molìere ritratto da Nicolas Mignard (1658)


