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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

DON GIOVANNI

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Che cosa trasforma il moliniano Burlador de Sevilla nel personaggio più celebrato di Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière? A cosa è dovuta effettivamente la sua fama e popolarità?

Forse al fatto di giocare una fascinazione “elementale” nei confronti della donna, di essere una forma archetipa presente in ogni uomo, di rappresentare la tentazione dietro l’angolo oscuro del nostro ego. E la versione di Fabio Banfo, che si avvale di una felice contaminazione tra la commedia di Molière e il “dissoluto punito” di Mozart con qualche inserimento postmoderno e attualizazione, mantiene il succo alchemico del personaggio in una sorta di concentrato su dissoluzione e attrazione estrema.  Unica nota dolente della pièce, l’invecchiamento del padre di Don Juan, che avrebbe dovuto invece mantenere tutta la forza surreale della giovanile interpretazione.

Ottimi comunque nel complesso allestimento, regia e cast, con particolare plauso a Giorgio Branca nel ruolo di Sganarello.

 

(Claudio Elli)

 

 

Giudizio: ***

 

 

 

 

COMPAGNIA DELLA CORTE

 

Don Giovanni di Molière

Adattamento e regia di Fabio Banfo

Con Paolo Androni, Giorgio Branca, Cecilia Broggini, Ancilla Oggioni, Francesca Radaelli, Luca Maceri, Filippo Usellini

 

Musiche originali: Luca Mauceri

Interventi drammaturgici: Vittorio Renuzzi

 

Milano, Teatro Olmetto, via Olmetto 8/a

Dal 21 febbraio al 2 marzo 2008

www.teatrolmetto.com

 

 

 

 

In alto: Molìere ritratto da Nicolas Mignard (1658)

 

 

 

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