DIARIO SPORTIVO - Rubrica del 10 ottobre 2007

IL PUNTO
Battaglie e lottatori
Mentre nel mondo si conducono battaglie per la vita: l’ultima è quella contro i tumori da parte del genetista italo-americano Mario Capecchi, appena premiato col Nobel. E in Italia i lavoratori scendono in piazza per difendere i propri diritti a fronte delle nuove leggi. Anche il mondo dello sport registra questa settimana battaglie significative nell’ambito del calcio, dei motori, della scherma e quant’altro, con eroi e anti-eroi, lottatori cuor di leone e pantomime. Come neanche nei migliori palcoscenici di Broadway, quando si rappresentano i grandi racconti epici.
L’Iliade.
CALCIO
Pugili suonati e bimbi marines
A distanza di una settimana ancora riecheggia il buffetto subito da Nelson Dida in quel di Glasgow, ad opera del supporter del Celtic.
Novello Primo Carnera, gigante dalla mascella d’argilla, Dida cadeva rintronato a terra dopo il terribile colpo, degno di un peso mosca quando abbraccia il suo avversario in clinch. Ma quello era solo l’inizio per il portierone del Milan. Nel giro di 48 ore le immagini dell’episodio venivano trasmesse in tutto il mondo, e il brasiliano prima si vedeva consegnare il “Tapiro d’oro” da quelli di “Striscia”, e poi finiva venduto all’asta su e-Bay, con tanto di “master in Simulazione dopo carezze inflitte”.
Tutto all’opposto dei pulcini dell’Inter, che di simulare non ne volevano proprio sapere Domenica scorsa, quando, come marines assaltatori, hanno inflitto un sonoro 40-0 agli avversari del Pergocrema. Quando hanno chiesto al loro allenatore Roberto Samaden perché non abbia invitato i bambini a “tirare i remi in barca”, questi ha risposto che sarebbe stato come snaturarli. Per loro il calcio è divertimento, non calcolo o dissimulazione. Non è sempre un male prenderle, caro Dida.
Come Rocky Balboa.
MOTORI
Non mollare mai
E’ il motto dei ferraristi, ma anche del campione uscente Alonso. Tutti grandi combattenti.
Già alla vigilia del Gran Premio di Cina, vinto poi da Raikkonen, il responsabile Jean Todt dichiarava di non arrendersi: “Quello che è accaduto ad Alonso (uscire di gara, NdR) potrebbe accadere anche ad Hamilton”. Cosa poi verificatasi. Lo stesso Raikkonen ribadiva: “Siamo dei lottatori. Non rinunceremo mai”. E a ruota il rivale Alonso: “Lotterò per ogni singolo punto”. Il bello è che alle parole hanno fatto poi seguire i fatti, con grinta, in una gara difficile per via della pioggia e dell’asfalto bagnato. Un po’ come le gare di bighe nell’antica Roma, spingendo a tutta, non risparmiandosi mai. Anche Montezemolo, novello conquistatore (di mercati), era visibilmente soddisfatto, dopo la 200a vittoria nella storia del Cavallino Rampante. Proprio in un paese in forte sviluppo come la Cina: “La Ferrari e i suoi uomini non mollano mai”. E ora chissà che lotta nell’ultima gara di Interlagos, in Brasile.
Gladiatori.
CICLISMO
Streghe, processi e guerrieri
Come in una sorta di caccia alle streghe, la cultura del sospetto sta ormai dilagando in processi sportivi e mediatici del tutto sommari, protagonisti soprattutto i ciclisti nostrani. Mentre ad esempio in Spagna tutelano gli uomini prima che gli atleti, in Italia bastano singoli indizi o talvolta semplici gossip da bar per gridare al doping, e distruggere l’immagine e la carriera dei campioni.
E’ accaduto al vincitore del Giro Danilo Di Luca, deferito dalla Procura ed estromesso dal mondiale per un sospetto coinvolgimento nell’operazione “Oil for drugs” di 3 anni fa. Ma lui, novello Sansone, ha preso parte ed onorato comunque il Memorial Cimurri, rompendo le catene del sospetto. Stava per succedere, alla vigilia della prova iridata, anche con il bi-campione del mondo Paolo Bettini, screditato dalle presunte dichiarazioni del tedesco Sinkewitz su ipotetici coinvolgimenti illeciti del livornese. Ma Bettini si è battuto come Davide contro Golia, impallinando i nemici. E poi ha parlato da vero leader: “Le cose devono cambiare”. Preludio della richiesta di un Comitato speciale alla Commissione Europea. Sì, la pulizia del ciclismo non può prescindere dal rispetto dei valori fondamentali dell’uomo.
Salomonici.
SCHERMA
Grande campagna di Russia
Questa volta la nostra pattuglia di guerrieri non si è fatta sorprendere dal generale Inverno. Gli schermitori italici sono tornati da San Pietroburgo con un ricco bottino in saccoccia. Quattro bronzi, quattro argenti e un oro. In totale 9 medaglie.
Ci eravamo lasciati una settimana fa in trepidante attesa delle ragazze del fioretto, e non siamo rimasti delusi: le fiorettiste ci hanno regalato l’emozione di un podio tutto colorato d’azzurro, con la Vezzali sul gradino più alto, Granbassi 2a e Trillini 3a. Come a Torino 2006, solo scambiando il posto delle prime 2. Anche il ministro Giovanna Melandri non ha potuto fare a meno di entusiasmarsi, in particolare sottolineando, in riferimento alla Vezzali e alla Trillini, come sia possibile “conciliare il vertice nello sport con la scelta di diventare madri”. Ma un plauso va anche all’argento conquistato dagli spadisti, guidati da un ispirato Diego Confalonieri, già vincitore del bronzo individuale. E al bronzo ottenuto dalla squadra maschile di sciabola, trascinata da un redivivo Aldo Montano. “E’ un risultato straordinario” – ha dichiarato il Presidente federale Giorgio Scarso. Merito dei nostri paladini.
I nostri Zorro.
ATLETICA
Pulizia e ipocrisia
Il mondo dello sport americano e non si accanisce contro l’ex campionessa Marion Jones, dichiaratosi colpevole d’uso di sostanze dopanti davanti ai giudici di New York. Intanto però 2 persone muoiono in altrettante maratone statunitensi, a Chicago e Washington.
Potrà sembrare un paradosso, ma è proprio così. Il presidente del Comitato Olimpico degli Stati Uniti ha attaccato la connazionale accusandola di aver “frodato lo sport e ingannato il suo paese”. In una nazione nella quale l’uso di steroidi è ormai dichiarato, in sport di richiamo come baseball e wrestling. In una terra nella quale tutti sapevano, “ma si voltava la testa dall’altra parte” - come dichiarato da Martina Navratilova a “Sport Week”. E in un paese nel quale ben 2 persone sono morte nello scorso week-end, correndo la maratona in 2 diverse città; oltre a centinaia di persone colte da malore e finite in ospedale per via della calura e degli scarsi approvvigionamenti. Certo, la Jones ha sbagliato e pagherà per i suoi errori. Già ha restituito le 5 medaglie di Sydney, e ora rischia pure il carcere. Ma a farne un capro espiatorio di tutti i mali dello sport, si finisce per trasformarla in vittima, e magari pure in santa o eroina.
Giovanna d’Arco.
SUMO
Lotta per la purezza
Il mese scorso una donna giapponese tentava di profanare il sacro ring del sumo, vietatissimo al gentil sesso, in quel di Tokyo. Questa settimana l’associazione nipponica ha radiato il maestro di una prestigiosa scuola, colpevole di violenza nei confronti di un giovane allievo 17enne, poi morto.
Trattasi di Junichi Yamamoto, come riportato dal sito Rai. Questi avrebbe colpito più volte con una bottiglia Takashi Saito, il giorno successivo spentosi per arresto cardiaco. “Un atto indegno” di questo nobile sport di origine scintoista, come dichiarato dai rappresentanti dell’Associazione Sumo nipponica. E’ un altro duro attacco alla sua già scricchiolante integrità, dopo i fatti di Tokyo. Ora l’intera nazione si stringe attorno ai suoi campioni, da Takamisakari ad Asashorvu. Difendere il dohyo, cioè il sacro suolo, significa difendere la sacra tradizione del proprio paese. Ma bisogna lottare tutti insieme, per riportare il sumo alla sua purezza più autentica.
Ercoli del Sol Levante.
RUGBY
La guerra delle tribù
Non stiamo parlando del Borneo, e neppure dei meandri dell’Amazzonia. Si tratta delle fasi finali dei mondiali di rugby, in corso di svolgimento in Francia.
Dopo i quarti di finale dello scorso week-end, a sorpresa sono passate la Francia, a spese della Nuova Zelanda, e l’Argentina, vincente contro la più accreditata Scozia. Le altre 2 semifinaliste sono i campioni uscenti dell’Inghilterra e il Sudafrica. Ma al di la dei risultati in sé, colpiscono le reazioni dei kiwi dopo la sconfitta, a cominciare dai dirigenti degli All Blacks, che hanno pesantemente criticato l’operato dell’arbitro. Forse nel calcio è normale amministrazione, ma per il rugby è qualcosa di inedito. Ad aggravare la cosa le minacce di morte allo stesso arbitro Barnes da parte di alcuni tifosi. Già gli psicoterapeuti parlano di “psiche nazionale ferita” e di “nazionale come surrogato della tribù”, come riportato anche dal sito Rai. A nulla è valsa la famosa “Ka Mate”, la danza propiziatoria del guerriero. E la sconfitta è stata vissuta come una vera guerra perduta, con tanto di ferite interiori.
Una Waterloo.
AGENDA EVENTI: LA LINEA
- Basket: 3a Giornata Serie A maschile, 10-11 Ottobre ‘07.
- Arrampicata: Street Boulder Contest 2007, Milano, 12 Ottobre ’07.
- Canoa: 2a prova European Marathon Tour, fiume Vltava (Repubblica Ceca), 13 Ottobre ’07.
- Calcio: Qualificazioni Europei, Italia-Georgia, stadio Marassi di Genova, 13 Ottobre ’07.
- Nautica: 47a Edizione del Salone Nautico Internazionale, Genova, 6-14 Ottobre ‘07.
- Rugby: Semifinali Campionato Mondiale di Francia, 13-14 Ottobre ‘07.
- Volley: 5a Giornata Serie A maschile, 14 Ottobre ‘07.
- Podismo: Campionati Mondiali di Corsa su Strada, Udine, 14 Ottobre ‘07.
- Maratona: Maratona del mare di Roma, Ostia (Rm), 14 Ottobre ‘07. www.maratonadiostia.it
- Mountain Bike: Rally Orienteering, Valpolicella (Vr), 14 Ottobre 07. www.oriverona.it
- Maratona 2: Supermarathon con 3 percorsi, Palermo, 14 Ottobre ‘07.
- Motori: Motomondiale a Phillip Island, Australia, 14 Ottobre ‘07.
- Triathlon: Sprint Triathlon Città di Erice, ad Erice (Tp), 14 Ottobre ‘07.
(Massimo Gradia)
Foto in alto: Sumo, Takamisakari vs Kasugao © Eckhard Pecher


