DIARIO SPORTIVO - Le Intellimpiadi: i Giochi della mente

Nelle precedenti puntate si è parlato di Olimpiadi e Paralimpiadi, con annessi e connessi a livello politico, economico e di infrastrutture. Naturalmente si è parlato anche di agonismo e di civiltà, figli tutti di una grande organizzazione e della calorosa ospitalità mandarina. Qual è il futuro dei reduci nostrani? A quanto pare spettacoli televisivi come “La Talpa” o “L’Isola dei famosi”…
Ma c’è un’altra Olimpiade, in questi giorni, dalle parti di Pechino. Quasi nessuno ne ha parlato, ed ahinoi la kermesse sta passando quasi in sordina. Trattasi dei primi World Mind Sport Games, i “Giochi della Mente”, dal 3 al 18 ottobre presso il Convention National Center di Pechino. Si tratta effettivamente di un progetto a più ampio raggio, che intende valorizzare le attività intellettive e gli interscambi culturali.
Ma quali sono le discipline di questa prima edizione, direte voi? Ebbene, la bellezza di 3.000 partecipanti provenienti da 150 nazioni si stanno sfidando, mentre scriviamo, in prove di dama, bridge, go, scacchi e scacchi cinesi. L’Italia si è presentata con una consistente pattuglia di “atleti”, un centinaio (compresi accompagnatori e allenatori) di agguerriti strateghi delle scacchiere, abili cartai, ginnasti delle fiches: tutti con forti ambizioni di medaglia, soprattutto nel bridge. Provengono dai settori più disparati, tutti fieramente dilettanti, e con la possibile medaglia al collo contano di ripagarsi le spese di viaggio (mentre vitto e alloggio sono gentilmente a carico dei padroni di casa, Ndr). E naturalmente, cosa non da poco, non diventeranno mai famosi alla deriva su qualche isola dei suddetti.
Ciò che conta davvero di questa manifestazione è lo spirito multiculturale di cui è pregna, a partire dal motto: “Civilization has different origins”. Il bello è che qui le diverse identità culturali si esprimono attraverso approcci diversi al gioco di strategia: e così accanto alla competizione degli scacchi tradizionali, nati secondo alcune fonti nella Cina del 6° secolo D.C., ecco quella degli scacchi cinesi, detti Xiangqi, ad appannaggio delle classi meno abbienti da molti secoli. E accanto ai tavoli in cui si muoveranno i dischi della dama, ce ne saranno altri in cui si tenterà di circondare l’avversario con le pietre bianche o nere del go cinese, in Italia conosciuto anche come “Otello”.
Considerando che la ginnastica mentale è un modo intelligente per mantenersi sempre giovani e reattivi, ed è alla portata di tutti, perché non cominciare a prepararsi per la prossima edizione delle disfide a colpi di neurone? Magari allenandosi in competizioni della mente tipo “Menthatlon”, la gara on-line promossa lo scorso settembre dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano.
Invitante, no?
(Massimo Gradia)
In alto: logo del World Mind Sport Games


