COSI' FAN TUTTE

Quando il genio si fa arte e l’arte diventa emozione, nasce un capolavoro. Chi ha avuto la fortuna di assistere al Così fan tutte strehleriano non può non aver percepito la magia di un’invenzione artistica straordinaria. Le arti si uniscono in un matrimonio di sensualità e sentimento. Teatro, musica, letteratura e figurazione si esprimono ognuno con il proprio linguaggio, ben definito e precisamente codificato, fondendosi però armoniosamente in una dimensione corale.
Un congegno scenico perfetto è quello immaginato da Giorgio Strehler, realizzato visivamente da Ezio Frigerio e portato sulla scena da Battistoni. La buca dell’orchestra – ricavata eliminando le prime file di platea – costituisce il luogo deputato alla musica e viene pertanto separata fisicamente dal luogo dell’azione mediante un boccascena formato da pannelli di tessuto candido e semitrasparente. Al di là del sipario, troviamo uno spazio scenico geometricamente suddiviso in tre zone definite: il proscenio e i due terzi del palco sono rivestiti di strisce di legno lucido e riflettente; ai piedi del candido fondale è posta una striscia in materiale più scuro e opaco. La prima scena e l’ultima vedono un ulteriore elemento dominare la scenografia: si tratta di un impalpabile velario che riproduce la facciata del Teatro “San Carlo” di Napoli, dove è ambientata la vicenda. Ultimi elementi scenografici di rilievo sono due pareti mobili bianche d’ispirazione cubo-futurista che scorrono sulla scena. Gli arredi sono pochi e dal design minimale: pochi elementi infatti sono sufficienti a ricreare appieno i singoli ambienti, ad esempio bastano tre tavolini a far vivere scenicamente la mondanità di un caffè del capoluogo partenopeo, due letti e la luce delle candele ci trasportano nell’intimità della camera da letto delle fanciulle. Ma la vera pennellata di magia è data dalle luci – affidate a Gerardo Modica -, protagoniste assolute dell’arte di Giorgio Strehler, linguaggio indefinibile ed intensamente evocativo, poesia impalpabile di preziosi cromatismi. Strehler si accosta all’opera consapevole del fatto che i cantanti non sono attori e che dunque vanno rispettati nella loro specificità; tuttavia, il suo magistero registico arriva a rendere una recitazione intensamente evocativa, fatta di espressività dei volti e movimenti studiati attentamente dalla grande personalità artistica di Marise Flach: in scena le coppie di personaggi si riflettono specularmene, creano poetiche simmetrie fatte di voce e di prossemica. Anche i costumi realizzano quest’idea di simmetria ideale, infatti gli abiti di Guglielmo e Ferrando così come quelli di Dorabella e Fiordiligi sono praticamente identici, ma differenziati da piccoli dettagli o variazioni cromatiche. Ad esempio, Dorabella – fisica e passionale – ha i capelli rossi – colore del fuoco e dell’amore sensuale –, identica l’acconciatura della sorella Fiordiligi – casta e delicata – ma di un castano naturale che, accostandosi al candore della pelle, evoca suggestioni virginali. Magnifiche ile creazioni del Premio Oscar Franca Squarciapino: un’eccellente ricostruzione della moda settecentesca, da cui traspaiono la biancheria intima e tutta la carnale sensualità della giovinezza – così come il Maestro aveva indicato nelle sue note di regia.
Giovane il direttore d’orchestra, giovani i cantanti, giovani i musicisti, tutti provenienti dall’Accademia della Scala: il romanticismo e la sottile vena di malinconia che Strehler cercava, si esprimono appieno nello spartito mozartiano interpretato con freschezza e passionalità.
Riportando in scena il Così fan tutte, il Piccolo Teatro desidera ricordare Giorgio Strehler nel decimo anniversario dalla sua scomparsa, ma soprattutto vuole celebrare l’immortalità di un genio che ha profondamente segnato la storia della drammaturgia occidentale e continua ad emozionare con la sua arte.
(Silvia Neri)
Giudizio: ****
PRODUZIONE PICCOLO TEATRO DI MILANO-TEATRO D'EUROPA
in collaborazione con ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart
Uno spettacolo di Giorgio Strehler
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Regia di Carlo Battistoni
Collaborazione alla regia: Marise Flach
Maestro concertatore e direttore d'orchestra: Christopher Franklin
Ripresa: Gianpaolo Corti
Scene: Ezio Frigerio
Costumi: Franca Squarciapino
Luci: Gerardo Modica
Milano, Teatro Strehler
Dall'11 al 22 dicembre 2007
In alto: foto di scena © Piccolo Teatro Europa


