PERSEPOLIS, GRAPHIC NOVEL TRA VITA VISSUTA E STORIA

Ci sono romanzi che, con pochi ed essenziali elementi, possono narrare la storia di una persona, e allo stesso tempo la storia di un popolo. “Persepolis”, attraverso la vita della sua giovane autrice e protagonista, e donna, lo sottolineiamo, Marjane Satrapi, è un’interessante avventura dalla Persia dello Scià e la rivoluzione religiosa al presente che conosciamo. Da qui una nuova infanzia contro una guerra (il conflitto Iran-Iraq, ndr), con un velo nero in testa, come tutte le altre donne iraniane.
Dopo il suo espatrio in Austria, Marjane sta diventando una giovane donna. La scuola, gli amici, il primo amore, le droghe, il razzismo e le difficoltà di essere una donna persiana in Europa, e un sacco di altri problemi, sono gli ingredienti della seconda parte del racconto. Successivamente il ritorno a casa, con altri problemi legati alla morale religiosa della dittatura teocratica iraniana, e, alla fine, un nuovo espatrio in Europa.
Tutto questo non è soltanto scritto ma anche disegnato con uno stile divertente ed elementare, in bianco e nero, con un approccio diretto che non salva né ignoranza né ipocrisia. Leggendolo ognuno (se lo vuole, s’intende) può ragionare circa la complessità del mondo, e come i pregiudizi, e l’insensatezza, non hanno patria, razza o sesso.
Un lavoro originale e intelligente, e comunque non male per una ex bambina che avrebbe voluto essere un profeta.
Aspettando il film.
(Alex Miozzi)


