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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

COLAZIONE AL FIORUCCI STORE

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Tenera, ironica, pungente e malinconica è la storia d'amore che Silvia Mendola racconta, in un monologo ambientato in un disordinato magazzino del mitico ma ormai scomparso Fiorucci Store di Milano.

Non una storia d'amore qualunque, però, ma un sogno romantico di unione di spiriti, menti e corpi di due persone speciali, lui un giovane poeta in ascesa e lei una studentessa in critica letteraria che ne fa il suo idolo e l'oggetto della sua tesi. Questo in teoria, perchè la realtà, immaginata e poi vissuta dalla protagonista, è ben diversa. L'artista sensibile, colto, anticonformista,  da cui ci si aspetta una capacità di vivere i sentimenti e la passione in modo speciale e profondo, si rivela nella realtà essere egoista, infedele, superficiale, indifferente alle esigenze della compagna, al punto di abbandonarla quando lei gli confida di avere problemi di salute. La scena, riempita di scatoloni accatastati, è l'immagine di un luogo interiore in cui la donna cerca di dare ordine e senso al suo vissuto, rievocandolo con oggetti estratti proprio da quei contenitori, continuamente ridisposti. La sua triste e lucida conclusione è che spesso si idealizza l’amore e il suo oggetto, che sembra compensare tutte le nostre carenze ed i nostri limiti. Quando ci si rende conto della verità, del fatto che l’altro è più debole e problematico di noi e che ci sta semplicemente usando, approfittando della nostra dedizione, solo un atto di sana ribellione ci può aiutare a crescere nella consapevolezza del nostro valore e della nostra autosufficienza emotiva.

“Innamorarsi di un poeta è peggio che fare il poeta: essere te che lo ami è devastantemente molto peggio che essere lui che è, e che fa il poeta e che è amato come poeta oltrechè. Da te.” Questa frase e la trama dello spettacolo sono tratti dall'omonimo romanzo di Gemma Gaetani (Fazi, 2005), continuazione ideale del film “Colazione da Tiffany” (di Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard, adattamento del 1961 di un’opera di Truman Capote,) trasposto però in un’altra epoca (gli anni '80 anzichè gli anni '60), in un’altra città (Milano invece di New York), in un’altro ambiente (Fiorucci e non più Tiffany), in un’altra musicalità (la canzoni delle rock band al posto di “Moon River”).

Molto convincente l'interpretazione di Silvia Mendola, espressiva e coinvolgente.

 

(Chiara Zazzetta)

 

 

Giudizio: ***

 

 

 

 

PIANOINBILICO presenta:


Colazione al Fiorucci Store di Gemma Gaetani

Con Silvia Mendola

Adattamento e regia di Alioscia Viccaro

 

Milano, Teatro Libero, via Savona 10

Dal 22 al 24 aprile 2008

www.teatripossibili.it



 

 

 

 

Foto in alto: Silvia G. Mendola  © Ufficio Stampa Teatri Possibili

 

 


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