PARLAMI D'AMORE

Opera prima del giovane Muccino (fratello minore del più noto Gabriele, ndr) alle prese con la trasposizione cinematografica del suo romanzo scritto a quattro mani… E’ la storia di un ragazzo proveniente da una realtà alquanto difficile che, a seguito di un iniziale incidente, incontra una ex psicanalista di una ventina d’anni più grande. Il loro rapporto, incentrato sulla reciproca scoperta, porta la donna a insegnargli come conquistare una di lui coetanea di cui il giovane è probabilmente innamorato, fino a un diverso epilogo finale.
Quello che colpisce di questo film, malgrado qualche imperfezione qua e là tra cui un codino conclusivo un po’ appiccicato, è l’onestà con cui Silvio Muccino mette a nudo la sua esistenza, rappresentandola in una storia forse a tratti non sempre così verosimile ma di certo fornita di un perché. Il regista, tra citazioni cinefile, parla senza filtri di amore idealizzato, purtroppo per la persona sbagliata, e di esperienze bordeline, poker incluso, con lo stesso piglio di chi è andato molto vicino a quello che mostra. Una volta tanto un venticinquenne che porta sullo schermo il racconto di un coetaneo fragile e incasinato che, tra una cantonata e l’altra, prova a dare un senso alla propria vita. Anche per questo alla fine è giusto non giudicare troppo il suo eccessivo bisogno di raccontare, e raccontarsi.
Riguardo alla storia con la psicologa (non vi rovino nulla, se n’è già parlato!), legata al tabù dell’uomo più giovane che s’infiamma per la donna più grande, forse per qualcuno è più accettabile la favoletta “mocciosa” tra il trentenne deluso con la quasi diciottenne (“Ho voglia di te”, se non si era capito), mondata dai pruriti della “Lolita” di Kubrick o della “Voglia matta”.
Da salvare anche la velata sottocritica sociale contro certi ambienti VIP rispettabili solo in superficie, che l’autore sembra conoscere abbastanza, contrapposti al marchio infamante che ancora oggi portano addosso certe persone dal passato problematico.
Eccellente la colonna sonora, una volta tanto congrua rispetto alle immagini sullo schermo, che comprende “Sonny”, “My Funny Valentine” interpretata da Chet Baker e l’ultima di Skin, “Tear down these houses”, autentico binario sonoro del racconto.
(Alex Miozzi)
Parlami d’amore di e con Silvio Muccino
Con Aitana Sanchez Gijon, Carolina Crescentini
In alto: locandina film


