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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

MIFF 2008 - Postal

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Con che spirito si può andare a vedere l’ultima realizzazione di un regista che una raccolta di 150.000 firme su Internet sta cercando di eliminare dal panorama della cinematografia mondiale? Bisogna dire che anche in “Postal” (presentato come film fuori concorso al MIFF di Milano) il  tedesco Uwe Ull non si è smentito.

Prendendo a pretesto una vicenda inconsistente e del tutto assurda (in parte ispirata all’omonimo videogioco, come in sue precedenti opere), Boll mette insieme un’accozzaglia di scene disgustose e violente, toccando in modo pseudo-dissacratorio e superficiale gli argomenti più disparati: il terrorismo islamico e i suoi presunti sotterranei ammiccamenti alla politica ufficiale, la religione e il falso misticismo di certe sette, il nazismo ed i suoi orrori, la violenza gratuita sui più deboli (bambini ed handicappati), la corruzione delle forze dell’ordine, l’abiezione a cui portano la povertà e la mancanza di un lavoro, le perversioni sessuali più rivoltanti. Il tutto condito di volgarità, oscenità, sangue, sparatorie, esplosioni a profusione, in un malriuscito tentativo di comicità ed autoironia.

 

Per chi fosse interessato, la storia è quella di un ragazzo (Dude) che ha perso lavoro e moglie e che non trova di meglio, per risolvere i suoi problemi, che allearsi allo zio Dave (guru di una setta porno-religiosa) allo scopo di rubare da un parco divertimenti della città in cui abitano (Paradise!) un carico di pupazzi richiestissimi sul mercato. Peccato che un gruppo di talebani, capeggiato dallo stesso Ben Laden, abbia avuto la stessa malaugurata idea. Dallo scontro delle due bande ha origine una carneficina che distrugge la città (abitanti compresi), eccetto Dave con la sua nuova donna, Ben Laden e il suo segreto amico Bush.

Sarà anche vero che, come sostenuto da Boll  “Il film è uno specchio della realtà. E’ la realtà che è di cattivo gusto”, ma è anche vero che c’è modo e modo di affrontare e rappresentare le brutture del mondo e quello scelto da Boll (o meglio, l’unico probabilmente in cui è capace di esprimersi) è sicuramente il peggiore, insulso, privo di qualsiasi qualità ed interpretazione artistica.

L’unico merito di Postal sarà quello di provocare un aumento vertiginoso del numero dei sottoscrittori della petizione “Fermiamo Uwe Boll”, ancora più necessaria ora che il regista ha fondato negli Stati Uniti una sua casa cinematografica, con l’intento di autofinanziare le sue creazioni.

 

(Chiara Zazzetta)

 

 

MIFF 2008 - Postal 

Film fuori concorso di Uwe Boll

Milano, Cinema Teatro Rosetum, via Pisanello 2

Sabato 12 aprile 2008 ore 17

www.miff.it

 

 

 

 

 

Foto in alto  © Ufficio Stampa MIFF 2008

 

 

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