CINEFEST BRASIL MILANO - Via Láctea

Difficile non parlare, ancora una volta, di amore.
Che ci tenga sotto la propria ala o che ci fugga, questo "demone" ricorre sempre (ahimè o per fortuna?) nella vita di ognuno.
"La via lattea" ci mostra come il giorno sfumi nella notte, quando l'amore fugge e non possiamo fare altro che rincorrerlo. Perchè lo stare fermi è abilità di pochi.
Così Heitor lascia casa sua per correre a quella di Julia, che ama e non può perdere senza lottare. I suoi fitti pensieri lo imprigionano in una selva di tempi e luoghi sovrapposti ed intrecciantisi. Si può prevedere, cosa ci porterà il prossimo istante?
No, lo si può solo immaginare. Desiderare o temere.
Con un montaggio filmico convulso, che irretisce, riusciamo a figurarcelo, nel caso non l'avessimo mai provato.
"Per uccidere una parola sbagliata, solo un abbraccio, dove non si dice niente".
Questo spera di poter ancora fare l'innamorato che corre verso l'amore che volge lo sguardo lontano.
L'amore che non risponde più alla chiamata. I dubbi che uccidono.
La città che non aiuta a correre più veloce. San Paolo buia e ostile, assassina di sogni.
Sembrava così bella, con la luce dell'amare ed essere amati. E' buia e confusa, dopo.
Heitor chiede aiuto. Jùlia non risponde. Heitor viene ucciso.,Jùlia piange.
Troppo tardi.
Che a nessuno debba accadere simil tragedia per capire che era oro alchemico: che era Amore.
(Gaia Gulizia)
Giudizio: ***
La via Lattea / Via Làctea di Lina Chamie
Drammatico, col., 88’
Produttore: Lina Chamie
Sceneggiatura: Aleksei Abib e Lina Chamie
Con Marco Ricca, Alice Braga e Fernando Alves Pinto
Fotografia: Kátia Coelho, ABC
Direzione artistica: Mara Abreu
Montaggio: André Finotti
Tecnico del suono: Beto Ferraz
Colonna sonora: Schubert, Satie, Mozart, Tom Jobim, Gilberto Gil e Manu Chão
Assistente di direzione: Inês Mulin
Costumi: Marjorie Gueller e Joana Porto
Produzione: Girafa Filmes
In alto: foto di scena © brazilianfilmfestival.com


