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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

CAPRI HOLLYWOOD

 

 

Mercoledì 31 Ottobre, presso la “Terrazza Martini” di Milano, si è tenuta la presentazione ufficiale della 12a kermesse cinematografica internazionale di Capri (27 Dicembre- 2 Gennaio), con tanto di divi italiani e fotografi al seguito. Fra questi Edoardo Costa, Tony Renis e la presidentessa onoraria Lina Wertmüller. Giusto per respirare un po’ d’aria del Festival isolano.

“Uno dei posti più divertenti” – afferma Costa, fresco di “Die Hard 4” con Bruce Willis. E Tony Renis, che vive in America, rincara la dose: “per gli americani Capri-Hollywood è un sogno che diventa realtà”. Lo stesso Mike Antony lo avrebbe definito “una chicca del cinema italiano nel mondo”.

E bisogna ammettere che il Festival si sa vendere bene, soprattutto agli occhi delle stars Hollywoodiane. Le quali non sanno resistere al fascino tutto nostrano delle feste e della calda accoglienza.

Ecco, questa “testa di ponte” campana si prefigge proprio di attirare a sé il mondo di Hollywood, con il chiaro obiettivo di “aiutare e spingere il più possibile i nostri attori e registi” – ci rivela Marina Cicogna. E in quanto a promozione aggiunge: “Il modo ideale è fare public relations tra una colazione e un pranzo”. Sembrerebbe acqua calda, ma effettivamente noi italiani difettiamo un poco nel promuovere il nostro cinema. Questa è la via, ma non a senso unico.

Come ha affermato lo scrittore Massimo Manfredi, il Festival è “un evento straordinario in cui s’incontrano tanti talenti. Ci si capisce immediatamente”. Non solo Forrest Whitaker o Antony Minghella, quindi. Ma anche scrittori e musicisti, per dar luogo a nuove idee e progetti. Come peraltro avvenne nel coinvolgimento di Fiorello da parte dello stesso Minghella, nel “Talento di Mr Ripley”.

E bisogna dare merito di tutto questo senz’altro alla caparbietà del produttore di “Capri, Hollywood”, Pascal Vicedomini, che ha portato avanti un progetto a cui nessuno voleva dare credito. Fino diventare “la parte positiva del Mezzogiorno”. E “il grande motore del nostro cinema”, come ha detto la Wertmuller.

Bijoux.

 

(Massimo Gradia)

 

 

 

 

 

 

 

Foto in alto: Lina Wertmüller  © Archivio RAI

 

 

 


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