ANTONIO CANOVA - Torna Amore in Italia

Per i 250 anni della nascita del grande Antonio Canova (1857 – 2007) una celebrazione che non va assolutamente persa: il ritorno dello splendido “Amore” dalla Polonia, circondato da altre 30 opere dedicate all’Eros in un percorso che è, insieme, celebrazione della Bellezza e dell’Amore e, in occasione dell’inaugurazione della mostra, l’inaugurazione ufficiale dell’Ala Scarpiana della Gipsoteca, a conclusione dell’intervento di restauro durato alcuni anni.
A partire dal 29 luglio infatti, la Gipsoteca ed il Museo Canova di Possagno, il paese tra Asolo e Bassano del Grappa, dove lo scultore è nato ed è sepolto, ospitano per la prima volta in Italia, “Il Principe Henryk Lubomirski come Amore”, un capolavoro assoluto del maestro veneto, oltre che soprattutto un’opera che è assurta ad oggetto di culto in tutta Europa sin dal suo comparire: l’abbagliante bellezza del principino tredicenne, immortalata in marmo, a grandezza naturale da Canova, conquistò molti estimatori che fecero di tutto per contendersi copie e calchi del meraviglioso nudo, gioiello che ora torna nella sua giusta cornice.
Pensare che Canova aveva eseguito questo ritratto per volontà della bella principessa Elzbieta Lubomirski, la quale, ormai vedova, aveva eletto questo incantevole giovinetto, lontano parente del suo defunto marito, come sue inseparabile pupillo, portandolo con sé in un lungo tour europeo e dandolo, qualche anno dopo, in sposo a una sua nipote. Henryk Lubomirski fu un modello leggiadro quanto ritroso per l’artista, tanto che, a causa della timidezza del ragazzo, egli riuscì a modellare dal vero solo il volto, mentre fu costretto a fare riferimento ad una statua antica per il corpo nudo. Lo straordinario risultato è quello del principino, raffigurato come il dio Eros, con la mano sinistra che tiene dolcemente l’arco d’amore appoggiato a terra, il busto mollemente piegato verso il vicino tronco d’albero, il braccio destro lungo i fianchi, la testa, dalla fluente e mossa capigliatura, rivolta a tre quarti sulla sua sinistra. Una volta terminata poi, l’effigie venne trasportata in Polonia e collocata nel castello Lubomirski a Łançut come in un santuario o in un tempio greco: sullo sfondo del marmo era appesa una stoffa cinese con la rappresentazione della Fenice a cui tutti gli uccelli rendono omaggio, proprio come tutti i visitatori del palazzo erano pronti a rendere omaggio alla bellezza di Henryk. Non ancora abbastanza appagata dal solo marmo, però la bella principessa Elzbieta chiese, e ottenne, dal Canova anche due calchi in gesso , del tutto uguali all’originale, tranne che per la presenza nei due gessi della foglia di fico.
La passione per “Amore” divampò in un attimo e numerose copie in marmo e gesso della meravigliosa rappresentazione di un giovane Amore vennero perfino commissionate a caro prezzo da nobiluomini di diversi paesi, affascinati e conquistati dalla dolce bellezza del Principe Henryk. Perfino il diciassettenne John, figlio del banchiere irlandese Latouche fu sedotto da tanta perfezione e così repliche o gessi del Principino finirono in molte case del continente, dall’Irlanda fino alla Russia, dalla Francia fino all’Inghilterra e naturalmente dalla Germania all’Italia. Un gesso infatti è anche patrimonio della Gipsoteca Canoviana, oggi purtroppo acefalo per gli effetti del bombardamento che colpì la raccolta durante la Grande Guerra..
La magnifica opera originale è stata eccezionalmente concessa dalla Polonia e non sarà esposta all’interno della Gipsoteca, bensì nel Salone d’onore della attigua Casa del Canova, come se il riottoso Principino “dalle labbra tumidette” tornasse ad essere ospite di riguardo dello scultore. La collocazione temporanea del prezioso marmo è accompagnata invece, in Gipsoteca, da un itinerario fantastico tutto dedicato al tema della Bellezza, curato da Mario Guderzo: 30 sono le opere esposte e destinate a comporre questo percorso, partendo da “Adone incoronato da Venere”, al gesso originale di “Amore e Psiche stanti”, dalle tempere con gli Amorini, al dipinto di “Cefalo e Procri”, ai bozzetti in terracotta della “Morte di Adone” e di “Amore e Psiche che si abbracciano”, fino al superbo dipinto di “Venere e Amore”.
Ci sarà anche la possibilità di effettuare questo sensazionale percorso in notturna per renderlo ancor più magico, grazie all’iniziativa “Visite alla tenue luce di Psiche” che, così come Canova era aduso fare con i suoi ospiti, daranno vita a marmi e gessi con la fioca, calda luce di antiche lanterne (info sul sito della Fondazione Canova: www.museocanova.it): potrebbe essere questa anche un’occasione unica per verificare se effettivamente la Gipsoteca, così come sembrerebbe indicare una indagine dell’Istituto italiano di psicologia analitica, abbia realmente titolo per l’essere indicata ai primi posti nell’elenco dei musei italiani che più stimolano un nuovo incontro d’amore.
Le Celebrazioni, di cui questa mostra rappresenta il momento più intenso ed atteso, avranno anche momenti di concerti, rappresentazioni teatrali, mostre, incontri di studio, pubblicazioni, emissioni filateliche : questi tutti gli ingredienti del fitto programma delle Celebrazioni Canoviane 2007.
(Loredana Grandi)
Il Principe Henryk Lubomirski come Amore
Possagno (Treviso), Gipsoteca e Casa del Canova
Dal 29 luglio al primo novembre 2007.
Orario: 9.00 – 19.00
Ingresso alla Mostra e al Museo: interi euro 7,00, ridotti euro 4,00.
Catalogo Silvana Editoriale a cura di Mario Guderzo. con interventi di Giancarlo Cunial, Gabriella Delfini, Mario Guderzo, Hugh Honour, Ewa Manitowska, Vit Karol Wojtowicz, Stefano Zecchi.
Per informazioni e prenotazioni:
tel. 0423.544323
In alto: Antonio Canova, Amore e Psiche, 1787, Parigi, Louvre
© 2007 Eric Pouhier


