PUNTOELINEA BLOG STORY

2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

AMLETO NAUSEATO

 amleto_nauseato_recensione_704

 

 

 

 

Amleto. Sempre e comunque Amleto attraverso le parole di tre diversi “amleti”: W. Shakespeare, H. Muller, C. M. Lenzi.

Ed un unico Amleto,corpo ed anima di Michele Scalzo,non più “personaggio” ma quintessenza di uno S(s)pirito troppo grande per essere contenuto in una stanza.

Una stanza notturna,dove le rifrazioni caleidoscopiche dello specchio lo moltiplicano all’infinito e più,insieme ai ricordi sommersi ed alle domande.

Amleto,o la sua anima,entra in scena come fuoriuscendo dallo specchio: lo si vede riflesso nei frammenti di vetro usurato dall’intensità dei suoi innumerevoli,sofferti pensieri,ed emoziona. Emoziona da subito,e tiene a galla fino alla fine.

I versi più antichi (di Shakespeare) si alternano alle parole più “moderne” di C. M. Lenzi e H. Muller,ed il monologo di un’Ofelia manichino estremamente vivente,(a cui presta voce Amleto in un abbraccio viscerale),insieme al brano finale,sono uno di quei momenti in cui si percepisce il proprio essere vivi in questo mondo,per l’intensità del sentimento che si prova ad ascoltare,e rivivere i propri vissuti(grazie anche al coinvolgimento nel quale l’interprete è in grado di portarci).

L’Amleto bianco e l’Amleto nero: il colore sul corpo e del corpo,quasi somatizzazione di uno sdoppiamento di un Uno in due Se Stessi: “Ritraggo forse me stesso nell’immagine di un me speculare[…]mi ritrovo sdoppiato e scisso nella mia stessa natura..”

La voce di Michele Scalzo è un’acrobata che compie salti e scarti notevoli,e si intreccia agli splendidi notturni di Beethoven,ed a  ritmi elettronici.

 

“Abbiamo imparato a non pensare più così tanto..”: personalmente credo che Amleto non accetterà mai quella sorta di “equilibrio incolore ed insapore”…, si tratta solo di uno dei soliti autoinganni…, umanissimi, come questo prezioso spettacolo.

 

(Gaia Gulizia)

 

 

Giudizio: ****

 

 

 

 

Amleto nauseato

(Something is rotten in this age of hope)

Testi liberamente tratti da William Shakespeare, Chiara Maria Lenzi, Heiner Muller

Da un’idea drammaturgica di Michele Scalzo in collaborazione con Fabrizio Pollio

 

Settimo Milanese, Palazzo del Granaio

29 novembre 2007 ore 21

palco@palazzogranaio.net

 

 

 

Foto in alto: Michele Scalzo  © Gian Luca Albertin

 

 

inserisci un commento
Nome(*)
Email(*)
Url:
Ricordati di me:

Scrivi nella finestrella le lettere e numeri che vedi nell'immagine