AMERICA! - Storie di pittura dal Nuovo Mondo

Questa magnifica e sorprendente mostra “America! Storie di pittura da Nuovo Mondo”, curata da Marco Goldin e prima del suo genere in Italia, conduce il visitatore attraverso un secolo di avventure, di scoperte e di vita quotidiana nel “Nuovo Mondo”, visto con gli occhi degli artisti e degli uomini che vi hanno vissuto dalla prima decade del 19° secolo alla prima del 20°.
Circa 250 opere di pittura (provenienti da musei di tutto il mondo e da collezioni private), molte delle quali di grandi dimensioni, 60 capolavori originali della fotografia del 19° secolo, 10 sculture e 80 oggetti rituali e di vita quotidiana dei nativi americani, conducono il visitatore in un viaggio cognoscitivo ed emozionale lungo un secolo di vita americana.
Si passa dai paesaggi selvaggi e sconfinati nel Nord America alle opere di quei pittori-viaggiatori che, verso la metà dell’Ottocento, hanno tratto ispirazione da terre esotiche del Centro e Sud America o dal loro “viaggio in Italia”. Il percorso della mostra continua con paesaggi delle terre dell’Ovest (il selvaggio West) e immagini legate alla loro conquista, con scene di vita dei nativi e dei “conquistatori”, e si conclude con esempi dell’impressionismo americano ed una raccolta di ritratti.
Più precisamente, la mostra è divisa in sette sezioni:
1. I pittori della Hudson River School
Questa scuola (1825-1875) raccoglie opere degli artisti più importanti dell’ esposizione. Le loro rappresentazioni paesaggistiche, estremamente accurate nei dettagli e ricche di atmosfera, sono accomunate dal desiderio di enfatizzare la vastità e l’unicità degli scenari naturali del Nord America.
Capostipite della Hudson River School è Thomas Cole, che espose per la prima volta a New York nel 1825 i suoi quadri, in cui rappresenta luoghi incontaminati e inospitali, che ben esprimono la “wilderness” tipica del paesaggio americano.
2. Le cascate del Niagara
La seconda sezione della mostra è dedicata alle cascate del Niagara e include una delle opere simbolo dell’esposizione: “Le cascate del Niagara sul versante americano” (1867) di Frederic Edwin Church , un trionfo di luce e di nuvole di schiuma.
3. I Paesaggi tropicali ed esotici
Molti pittori statunitensi, affascinati dai racconti dell’esploratore e naturalista tedesco Alexander von Humboldt (1769-1859), viaggiarono e riportarono nei loro quadri scene dal Brasile, dalla Colombia, dall’Ecuador, dalle isole caraibiche e dalle regioni artiche.
Tra le opere più originali, si trovano “Orchidee e colibrì” di Martin Johnson Heade e gli studi di iceberb di William Bradford, originati dai suoi viaggi lungo le coste della Nuova Scozia e del Labrador.
4. Il viaggio in Italia
Come i pittori europei dell’Ottocento, anche quelli americani si recavano in Italia affascinati dalla sua storia, dalla sua arte e dalla sua natura. Questo viaggio era considerato indispensabile per completare la loro formazione artistica e culturale.
In questa sezione l’amore per l’Italia è documentato da numerose opere tra cui quelle di Thomas Cole, Georges Innes e Sanford Robinson Gifford, che furono ispirati dalle testimonianze storiche e dalla natura del “bel paese”.
5. La pittura Western. Paesaggi e scene di vita
La particolarità di questa sezione, che ha come tema il West, la frontiera, le culture locali, le sterminate praterie da conquistare, è quella di contenere, oltre a numerosissimi dipinti, circa 60 manufatti dei nativi americani, tra cui pipe, asce, copricapi decorati con corna di bufalo, abiti e mocassini decorati con perline, giocattoli ed oggetti per riti religiosi, tutti provenienti dal Museo Gilcrease di Tulsa, in Oklahoma.
Uno spazio è dedicato anche a Buffalo Bill, l’”uomo di frontiera” che si è trasformato in “showman”, con abiti e oggetti personali, foto e manifesti, testimonianza del suo spettacolo “Wild West” presentato in tutta Europa con l’idea di far rivivere gli scontri tra i pionieri “conquistatori” e i nativi americani.
Alcune foto testimoniano la presenza Buffalo Bill a Roma e a Napoli, tra il 1889 e il 1890, immortalato con indiani Arapaho e Sioux, per la prima volta in Italia.
6. L’Impressionismo in America
Alcune sale verso la fine del percorso presentano quadri di impressionisti americani, chiaramente influenzati dagli impressionisti francesi, in modo particolare Monet, Renoir, Manet e Degas, che stupì New York nel 1886 con una sua esposizione.
7. Ritratti e figure. Da Homer a Sargent
Nell’ultima sezione si trovano i ritratti, con opere tra le più famose appartenenti alle due scuole di pensiero che si svilupparono nella seconda metà dell’Ottocento: il realismo da una parte e le immagini celebrative dall’altra, più vicine ai canoni europei.
Grande e raffinato ritrattista della società aristocratica bostoniana è John Singer Sargent, nato in Italia, vissuto in Inghilterra e a Parigi, ma operativo a Boston e popolare presso i ricchi mecenati americani.
Suo è il ritratto di Mrs. Charles E. Inches (Louise Pomeroy), il cui colorismo è stato definito da un critico del “Boston Evening Traveller”, nel 1888, uno dei più significativi dai tempi di Tiziano.
Oltre a queste sezioni, sono presenti due spazi dedicati a due grandi temi della storia americana: la Guerra Civile e la Frontiera, rivisitati attraverso foto, stampe, poesie e brani musicali originali.
La mostra è accompagnata, infine, da un ciclo di eventi collaterali, dal titolo “America più”, che ha lo scopo di offrire una visione completa della cultura americana del secolo: numerosi incontri, serate ed eventi collaterali dedicati al cinema, al fumetto, alla letteratura, alla storia, al giornalismo e allo sport americani.
(Chiara Zazzetta)
America! Storie di pittura dal Nuovo Mondo
Brescia, Museo di Santa Giulia
24 novembre 2007 – 4 maggio 2008
Orario:
dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 19
dal venerdì alla domenica dalle 9 alle 20
Prezzo:
intero: 12 €
ridotto: 10 €
Info:
Tel. 0422/429999


