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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

ADA NEGRI: UNA SERATA PER NON DIMENTICARE LA LETTERATURA AL FEMMINILE

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Al Lodi, dal 18 al 27 settembre, ha preso vita la rassegna dal titolo “Da donna a donna”, ispirata all’opera letteraria di Ada Negri. Questa manifestazione, che ha visto la partecipazione di importanti personaggi femminili, dal magistrato Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano, alle giornaliste Lilli Gruber e Tiziana Sgrena, fino ad Andrée Ruth Shammah, direttore artistico del teatro “Franco Parenti” di Milano, ha visto vari luoghi d’incontro distribuiti in tutta la città.

La sera del 23 settembre, presso l’ex oratorio del convento di Santa Chiara Nuova, un insieme di parole e musica hanno intrattenuto i presenti, sempre nello spirito della celebre letterata italiana. Dopo un inizio, a cura del professor Giorgio Baroni, Ordinario di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, a metà strada tra la lezione e la lettura ad alta voce, è seguito l’intervento più breve, e incisivo, del professor Giuseppe Cremascoli, Ordinario di Filologia Classica e Medioevale dell’Università di Bologna. Questi contributi, coordinati da Laura de Mattè, presidente dell’associazione “Poesia, la vita”, hanno da una parte tratteggiato la protagonista ideale della manifestazione, e il suo periodo, senza dimenticare la cornice in cui si svolgeva la serata.

Il piatto forte è tuttavia stato il momento della musica, con l’Orchestra da Camera di Lodi, composta dal violista M° Fabio Merlini, questa volta all’organo, la violinista Abigeila Voshtina e il violoncellista Ivan Merlini, con repertorio di musica strumentale del periodo Barocco, in sintesi Vivaldi e i suoi contemporanei. E per finire, last but not least, accanto all’organista, Claudio Elli ha magistralmente letto la poesia della stessa Negri, dal titolo “Il paese di mia madre”, tra il sincero apprezzamento del pubblico presente in numero più che discreto.

 

(Alex Miozzi)

 

 

 

Foto in alto: Ada Negri (1870-1945)

 

 


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Grande Alex, articolo succinto e penetrante, a presto


Fabio Merlini

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