7 PIANI

La commedia “7 Piani”, libero adattamento di Michele Ainzara di un racconto di Dino Buzzati, è l'esemplificazione dell'imprevedibilità della vita, della potenza trasformatrice dell'amore e dell'ineluttabilità del destino.
La vicenda è semplice: l'avvocato cinquantaseienne Giuseppe Corte, professionalmente affermato ma anche intransigente, pignolo e succube dell'anziana madre, recita tutti i giorni il copione sempre uguale delle sua vita banale, equamente suddivisa tra impegni di lavoro e cure parentali.
All'improvviso la tranquillizzante monotonia della sua esistenza viene turbata da due eventi di peso apparentemente molto differente: la comparsa di un fastidioso ed antiestetico brufolo vicino all'occhio e l'incontro con l'amore, che sgretola lentamente la sua corazza e lo rende vulnerabile e tenero come un bimbo. La cura del brufolo in una lussuosa clinica privata dovrebbe segnare, per l'avvocato, il passaggio definitivo ad una nuova vita, ma si trasforma in una tragica ed ineluttabile discesa da uno stato di salute quasi perfetto (che caratterizza i pazienti del 7° piano della casa di cura) alla morte (cui sono destinati i malati del 1° piano).
La rappresentazione è divisa in due atti, così diversi tra loro nei contenuti e nelle scelte scenografiche da sembrare completamente avulsi l'uno dall'altro. Nel primo, si descrive in modo fin troppo approfondito la vita quotidiana dell'avvocato, cercando di strappare agli spettatori qualche risata con modalità recitative comico-grottesche su temi poco originali. Nel secondo, che è la vera trasposizione del racconto di Buzzati, il pathos, l'atmosfera di tragicità, il senso di solitudine e d'impotenza nei confronti di un destino più forte di ogni volontà umana (che sono l'essenza dello scritto originale), vengono banalizzati in un tentativo poco riuscito di disperazione mista a comicità.
L'interpretazione di Ugo Pagliai è ad ogni modo ineccepibile; meno convincente quella di Paola Gassman, non molto adatta al ruolo di “fanciulla” in grado di risvegliare l'amore nel cuore del burbero avvocato.
Una nota positiva per la scenografia, in particolare del primo atto, in cui il passaggio tra i vari ambienti è facilitato e velocizzato dall'utilizzo di teli, su cui vengono proiettate le immagini di opere grafiche di Buzzati (in realtà poco pertinenti in questa fase della rappresentazione), che creano in chi le guarda una sensazione di sottile inquietudine e di mistero.
(Chiara Zazzetta)
Giudizio: *1/2
FONDAZIONE ATLANTIDE TEATRO STABILE DI VERONA - GAT
In coproduzione con TEATRO STABILE DEL VENETO CARLO GOLDONI
7 piani di Michele Ainzara da un racconto di Dino Buzzati
Con Ugo Pagliai e Paola Gassman
Regia di Paolo Valerio


